Italia

Venezia: squisitamente decadente

Quanto amo Venezia!

Chi vi è già stato sa che non ci sono parole adeguate per descriverne la sua indescrivibile bellezza, soprattutto la sera, quando le calle si svuotano delle migliaia di turisti che ogni giorno affollano il capoluogo veneto: Venezia è magia allo stato puro, è una mostra permanente della gloria del suo passato, una città decadente che ti stregherà il cuore.

Già lo scorso anno avevo avuto la fortuna di alloggiare per ben cinque giorni a casa di un’amica che studia lì. Una fortuna davvero, dato che i prezzi che propongono le strutture alberghiere della città sono solitamente alquanto proibitivi. Una fortuna perchè avevo così potuto godermi anche la versione di Venezia by night.

Questa volta, però, il tempo non c’era. Come avevo già anticipato nel precedente articolo Pazzia dell’ultimo minuto, i miei ritmi attuali sono piuttosto serrati. Si lavora, si lavora e si corre per riuscire a fare tutto. Viaggi compresi.

Lo so che andare quasi in giornata da Genova a Venezia può sembrare una corsa e basta, una toccata e fuga che ti porta solo stanchezza e non ti permette di goderti davvero la città. O almeno, questo è quanto in diverse persone mi hanno scritto su vari gruppi Facebook di viaggiatori come me.

Ma sapete cosa vi dico invece? Che me la sono goduta, me la sono goduta dal primo fino all’ultimo minuto (anche se al ritorno pensavo di non tornare viva a Genova, data l’andatura dell’autista – ma di questo parlerà in un altro articolo) e ripeto che ho fatto solo che bene ad andare.

Ok, conoscevo già piuttosto bene la città e di certo non potevo sognarmi di andare a visitare anche Murano, Burano o la Biennale per dire, ma che importa.

Venezia mi ha regalato di nuovo emozioni come solo lei sa dare.

Allora ragazzi, sono partita domenica primo ottobre con un bus Flixbus da Genova alle h 23:55, orario perfetto perchè mi ha permesso di passare la notte in viaggio e dormire sul bus, risparmiando una notte in albergo e riusciendo ad incastrare il tutto con il mio turno a lavoro della domenica sera. Ciò ha influito anche sulla scelta della meta perché ammetto che sarei voluta andare anche in un altro paio di città, ma come orari non c’eravamo.

Alle h 05:55 sono arrivata a Tronchetto, con ben mezz’ora di anticipo, il che mi ha permesso di godere per un’oretta della meravigliosa versione notturna della città.

Il modo più semplice per spostarsi da Tronchetto a Piazzale Roma, l’ultimo punto in cui arrivano macchine e mezzi pubblici, è utilizzare il People Mover, un trenino sospeso che con € 1,50 in veramente pochissimi minuti ti porta appunto a Piazzale Roma. Il fatto è che a quell’ora, alle sei del mattino neanche, il servizio non è ancora funzionante e la stazione è proprio chiusa ancora, quindi pace, si va a piedi. Il tratto a piedi, intanto, non è lungo e ci tenevo troppo a vedermi ancora qualche riflesso delle luci sui canali prima dell’alba.

Mi dirigo così verso il centro, un po’ a caso, un po’ chiedendo informazioni, ammetto, ai numerosi passanti che già a quell’ora si recavano a lavoro poiché, ok che conosco la città, ma certe calle sembrano assolutamente tutte uguali, sopratttutto al buio.

L’arietta è fresca, ma camminando mi viene subito un gran caldo. Risconosco la zona in cui avevo alloggiato lo scorso anno e vado avanti verso il cuore della città.

Ed è qui che Venezia mi regala uno dei momenti più belli vissuti in viaggio, una della albe più suggestive di sempre, vista dal ponte dell’Accademia con sullo sfondo la Basilica di Santa Maria della Salute.

Io sono una grande appassionata di albe e tramonti e da buona fotografa dilettante ne sono sempre alla ricerca per cercare di scattare nuove foto, soprattutto in posti nuovi con scenari e panorami un po’ diversi.

A dire il veroci speravo. Intendo, sapevo che sarei arrivata in città più o meno verso quell’ora, che in autunno è proprio l’ora dell’aurora, però arrivare proprio in quel punto,all’orario perfetto no. È stata una casualità, avrei potuto trovarmi in un altro angolo della città e non godere di cotanta bellezza.

Sul ponte c’è pieno di fotografi amatoriali, altri in apparenza professionisti, o viandanti sulla strada del lavoro che si fermano per uno scatto fugace fatto con il proprio smartphone. Tra l’altro è lunedì, quindi c’è davvero tanta gente diretta verso il proprio posto di lavoro.

Io invece no. Per un giorno sono in vacanza, nessuno mi corre dietro, non devo timbrare il cartellino e posso godere di quel meraviglioso spettacolo della natura che si fa spazio davanti ai miei occhi.

La macchina fotografica, già pronta appesa al mio collo, è calda e si inizia a scattare. Decido anche di provare un timelapse con il cellulare – mi promettevo da mesi ogni giorno di provare a farlo a casa mia, ma poi nada – e viene una figata! Si vedono anche le navi da crociera illumintae che transitano dal canale della Giudecca. Peccato per la scarsa qualità poichè fatto con il cellulare, sigh :'( . Tuttavia sono fierissima del mio operato 😉 di foto ne avrò fatte duemila come sempre, e il bello è che più il tempo passava, più veniva chiaro e il cielo diventava sempre più rosso, quindi continuavo a scattare.

Il sole sorge e illumina con i suoi riflessi dorati la Basilica di Santa Maria della Salute, ovviamente ancora chiusa a quell’ora. Passo quindi oltre e arrivo a Punta della Dogana da dove si vede il Palazzo Ducale e il Campanile di Piazza San Marco, mia prossima meta.

Basilica di Santa Maria della Salute

Arrivata in Piazza mi dirigo subito verso il deposito bagagli sito in Calle San Basso e poi mi metto subito in coda per l’entrata alla basilica. Meno male, perché tempo venti minuti e la coda era già diventata infinita (quella del campanile poi non ne parliamo).

Dicevo del deposito bagagli poiché non è consentito l’accesso alla basilica con gli zaini, soprattutto se grandi. Il deposito babagli è gratuito e ben segnalato, a pochi metri dalla basilica e si possono lasciare le proprie borse per massimo un’ora.

L’accesso alla basilica è anch’esso gratuito.

Sono intanto arrivate le h 09:30 ed entro finalmente all’interno: gli stupendi mosaici, la ricchezza di dettagli del pavimento, sono meravigliosi.

Teminata la visita, ritorno in Piazza San Marco che si è nel frattempo popolata di centinaia di turisti e…piccioni! 😉 le orchestrine dei bar deliziano clienti e passanti con celebri brani della musica italiana, mentre il sentire parlare tedesco, francese o cogliere la pronuncia british di turisti inglesi mi riempie il cuore di gioia! Ogni stress o ansia da lavoro svanisce e mi sento così contenta nel vedere che riesco a capire ciò che loro dicono!

Basilica di San Marco e campanile

Ahimé il tempo incalza, come dice nonno Libero, nel primo pomeriggio ho già il bus di ritorno quindi devo andare. Saluto piazza San Marco e, girato l’angolo, mi dirigo verso il ponte dei Sospiri.

Trovarlo è semplicissimo: basta seguire la troppa gente appostata lì a far o farsi foto ed è fatta. Trovare un solo attimo per riuscire a scattare un selfie senza la testa di qualcuno dietro è quasi un miracolo!

Il ponte, costruito nel 1602 in pietra bianca d’Istria per collegare Palazzo Ducale all’edificio delle Prigioni Nuove, doveva servire per far transitare i detenuti dalle prigioni alle stanze dei magistrati, dove dovevano essere poi processati. Si dice che il Ponte dei Sospiri abbia questo nome perchè i prigionieri in attesa di giudizio che passavano in esso potevano vedere la luce del giorno e il bellissimo panorama della laguna per l’ultima volta, sospirando quindi per la terribile sorte che li aspettava.

Ponte dei Sospiri

Mi lascio alle spalle il ponte per andare a visitare ancora una volta la libreria “Acqua Alta”, il luogo di Venezia che più amo in assoluto.

Si tratta di una libreria dove non non ci sono mensole o scaffali, bensì gondole, barchette e vasche: ebbene si, avete capito benissimo. Per salvaguardare i libri dall’acqua che entra all’interno della libreria il proprietario si è studiato questo ingegnoso ed insolito sistema.

Libreria “Acqua Alta”

Nata nel 2004, è una delle librerie più originali e belle al mondo: al suo interno volumi antichi, introvabili, e poi la scala di libri, realizzata con libri rovinati destinati al macero, dalla quale è possibile ammirare un bellissimo scorcio sui canali veneziani.

La libreria “Acqua Alta” si trova in un vicolo poco affollato distante dalle masse di turisti ma allo stesso tempo vicino a Piazza San Marco, in Calle Lunga Santa Maria Formosa ed è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 20.

A questo punto della giornata è quasi ora di lasciare la città, quindi mi dirigo verso il Ponte di Rialto che questa volta speravo di vedere senza i ponteggi davanti. E così è stato finalmente! Qui, però, a differenza del vicolo in cui si trova la libreria, le orde di turisti ci sono eccome, infatti scatto due foto e decido subito di scappare.

Ponte di Rialto

Da lontano scorgo quelle che io chiamo ”manone”, opera dell’artista Lorenzo Quinn. L’installazione che sbuca dall’acqua rappresenta due mani giganti che “sorreggono” simbolicamente Ca’ Sagredo è sarà visibile fino al 26 novembre.

L’installazione di Lorenzo Quinn

Mi avvicino per scattare due foto e ammirare un’ultima volta Canal Grande, le imbarcazioni che passano, le gondole dai tessuti damascati.

Gondole a Venezia

É un vero peccato dover già lasciare la città, ma mi ritengo comunque fortunata. Quanto amo Venezia, perché il tempo scorre così rapido!

Mentre torno verso Piazzale Roma mi godo gli ultimi istanti nella città dei canali, dei riflessi sull’acqua, osservo le facciate dall’aspetto decadente che tanto mi piacciono, devastate dal tempo, macchiate dall’umidità, sicura che presto sarò di nuovo lì ad ammirarle.

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