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[fermata dell’autobus n. 0352, Savona, martedì sera h 20 – aspettando un autobus che non arriverà mai]

Hello everybody!

Guten Morg…mmm Abend. Guten Abend!

Bonsoir et bienvenu à Gène!

Aiutooooo che confusione!

Passare le proprie giornate a parlare con dei crocieristi in duemila lingue diverse ti manda fuori fase! Completamente!

Sono proprio fusa. Stasera finalmente letto, thé caldo e copertina, non mi sembra vero! Oggi sono stata spedita a lavorare a Genova, è stata una giornata tosta, ma per fortuna, per una sera, sono tornata a Savona dopo lavoro e non devo attaccare di là, dall’altro lavoro, al ristorante, ora me ne torno a casa e poi…si bloggaaa!

Scusate la mia assenza ultimamente, ma purtroppo sto lavorando più ore dell’orologio: davvero, lavoro #nonvidicoquanteorealgiorno, non ho più tempo per far niente, neanche di pensare…fa forse meglio così. Non è che sia un gran bel periodo questo a dirla tutta. Sarà che sono stanca morta e vedo tutto in negativo forse, sarà che ho uno stress a mille addosso, non lo so.

O forse si. Si che lo so. So che non sono contenta di ciò che faccio, che non sono soddisfatta, che ho speso tante energie negli ultimi anni per l’università, per imparare il tedesco, il francese, arricchire il più possibile il mio curriculum, ma nulla. Trovare lavoro, un lavoro e non dieci diversi da incastrare l’uno con l’altro, non è facile, anzi, quasi impossibile. Per lo meno qui.

La cosa che consola e che allo stesso tempo mette ancor più tristezza è che bene o male anche gli amici si ritrovano nella stessa situazione e quindi poi cosa succede? Succede che, dopo settimane che non ti vedi (perché conosco almeno tre altre ragazze che, come me, lavorano al mattino in un posto e la sera in un altro, ristorante, bar o gelateria fa lo stesso), passi quelle tre ore in croce insieme a discutere di quanto la situazione al momento sia nera proprio, di quanto noi giovani d’oggi siamo sfortunati, a parlare del nervoso che ti sale quando senti dire che “i giovani non hanno voglia di lavorare”, a dire che siamo tutti nella stessa barca…ma si può?!? Si cerca di farsi forza a vicenda, come se servisse poi a qualcosa, quando la depressione regna sovrana.

Ma io no. Io non voglio essere depressa. Sempre così nervosa, stanca, triste, poi semi-allegra. Io voglio reagire. Voglio trovare degli stimoli, delle idee, un qualcosa che mi dia un indizio su come incanalarmi verso la via giusta. Giusta…se così si potrà chiamare questa via. Questa via che mi porterà chi sa dove, magari di nuovo a Londra, o forse in Germania o chi lo sa.

Nei pochi, rari oserei dire, ritagli di tempo mi spacco di ricerche su internet per trovare informazioni, racconti di persone che hanno cambiato la loro vita, cerco di capire. Capire cosa vorrei fare veramente. Capire se voglio andarmene di nuovo a Londra o fare un’altra esperienza da qualche altra parte, sempre all’estero.

Perchè io qua non sono felice. Non ho stimoli, niente mi permette di fare ciò in cui sono brava, ciò per cui ho studiato. Io sono una persona così vitale ed energica, sarà il caso di darsi una mossa e cambiare le cose, di focalizzarmi sulle mie passioni. Ad esempio, mi piacerebbe fare un corso di fotografia, a Londra, per migliorare la tecnica,sto pensando di inviare qualche applications per lavorare sulle navi da crociera o fare l’hostess di volo. Qualcosa che abbia a che fare con le lingue e la possibilità di viaggiare. Diciamo che è tutto work in progress, ma pian piano ci arrivo.

Nell’attesa di avere un segnale, una decisione intanto l’ho presa: lascio ciò che proprio non mi piace, il lavoro al ristorante ad esempio. A fine mese si gira un’altra pagina di quel libro chiamato vita ed è proprio qui che arriva il bello.

Notiziona: ho deciso che è arrivato il momento. Il momento tanto atteso. Il momento di fare un viaggio. Si, ma non uno di quei soliti viaggi tre giorni in giro per l’Europa o una settimana o quello che è.

All’inizio non sapevo se scriverlo o no, pensavo di partire e svelare il tutto una volta là, ma alla fine mi andava proprio di dirvelo, anche se pure qui c’è ancora tanto da decidere e la differenza è che questa volta non sarò sola. Ma di questo vi racconterò quando aavrò qualche dettaglio in più 🙂

Finalmente un viaggio fuori dall’Europa, due settimane, zaino in spalla e tanta, tanta voglia di partire ed esplorare ciò che sta là fuori; di vedere un mondo diverso da quello al quale sono abituata, di conoscere una cultura diversa, di usare il mio passaporto che se no rimane sempre vuoto e sconsolato!! 😉

Ho bisogno di staccare la spina, di levarmi di dosso tutto sto nervosismo degli ultimi tempi. Di andare all’avventura, come sempre!

Provate un po’ ad indovinare. Vi do qualche indizio: andrò in tre diversi stati, al caldo, uno di questi inizia con la lettera “T” ed è ormai diventata una meta gettonatissima, soprattutto per noi italiani. Ma chi se ne importa. Da tanto volevo andarvi e sono sicura che non mi deluderà!

A presto,

Ylenia

 

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