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Solitaria da sempre

Sono sempre stata abbastanza solitaria in realtà. Da piccola non amavo molto socializzare con gli altri bambini, tendevo a giocare da sola, ero timida. Anche una volta un po’ più cresciutella avevo sempre il mio solito gruppetto di amici di scuola con cui condividevo i pomeriggi di studio, ma niente di più. D’altronde ne venivo da una famiglia piuttosto piccola e riservata, senza fratelli o cugini coetanei con cui uscire – e come sappiamo l’ambiente in cui si cresce influenza moltissimo il nostro carattere – , quindi da una parte era anche un po’ normale.

Poi però, durante un’estate passata sotto l’ombrellone degli stabilimenti balneari dove avevo preso la cabina per la stagione, tutto cambiò: avevo scoperto che avere una compagnia, uscire con gli amici, lo stare in gruppo non era affatto male, anzi, ci si divertiva un mondo!

Da quel momento in poi, pian piano, iniziai a cambiare completamente carattere. Da ragazzina timida, chiusa e super introversa, diventai gradualmente molto più socievole e…chiaccherona! Infatti chi mi conosce sa che ora non sto mai zitta!

La mia vena solitaria, tuttavia, ha continuato a ritagliarsi un piccolo spazio dentro di me: spesso, tra una serata in discoteca e una pizza con gli amici, sentivo il bisogno di ritagliarmi uno spazio tutto per me, di farmi una passeggiata in riva al mare o una camminata in mezzo alla natura.

Seguendo le orme di papà – un essere molto, troppo, simile a me, se non quasi la mia fotocopia – chiaccherone a sua volta, ma allo stesso tempo “selvatico” come si definisce lui – ripresi a fare escursionismo in montagna e, una volta terminato il liceo, divisa tra lezioni universitarie e lavoro, iniziai anche a trovare il tempo di fare qualche gitarella qua e là, nonché i primi viaggi con le amiche.

La prima meta fu Berlino, città che lì per lì mi lasciò abbastanza perplessa, ma che poi a posteriori iniziò ad esercitare su di me uno strano attraente fascino.

Dopo venne Parigi, l’incantevole Parigi, città che di certo in tre giorni non puoi neanche lontanamente pensare di visitare poiché così ricca di storia, arte, musei, monumenti.

Da quel momento in poi iniziai ad avere una sorta di frenesia da viaggio: avevo sperimentato come fosse dormire in un ostello, scoperto l’esistenza di voli a prezzi così stracciati da venirti a costare meno di una cena fuori con amici o fidanzato e l’aver acquistato il mio primo telefono realmente moderno, finalmente uno smartphone con Apps e connessione dati, mi aveva portato ad aprire costantemente proprio quella cavolo di App che mi permetteva di scovare tariffe così convenienti da pensare che non potessero essere veritiere. D’altronde del mondo dei viaggi low cost ne sapevo veramente poco, quasi niente, quindi per certi aspetti ero un po’ scettica. Mi chiedevo come fosse possibile arrivare dall’altra parte d’Europa spendendo solamente € 9,99 ad esempio, ma penso fosse anche lecito.

Il punto però è che tutto questo era vero: si poteva realmente viaggiare spendendo veramente pochissimo, ne avevo avuto la prova. Così iniziai a pressare la ragazza che era venuta con me a Parigi, la quale però tentennava, diceva di si poi si tirava indietro, non era convinta…mi faceva perdere tempo insomma. E secondo voi io avevo tempo da perdere dietro situazioni di questo genere? Ma anche no!

Tra l’altro durante i precedenti viaggi avevo avuto modo di testare le mie capacità organizzative che si erano rivelate del tutto valide e pronte per essere messe di nuovo alla prova: potevo cavarmela benissimo da sola. Quindi, stufa di aspettare gli altri, come già detto nel mio precedente articolo Ylenia passione viaggi, decisi che era arrivato il momento, il momento di partire. Di partire da sola. E il volo questa volta sarebbe stato diretto a Bruxelles.

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