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Perchè ho scelto di viaggiare in solitaria

Da tanto volevo farlo. Partire. Lasciarmi tutto alle spalle per qualche giorno. Essere sola

con i miei pensieri.

In quel periodo non me la passavo molto bene. Era settembre, l’estate ormai al termine, qualche problemuccio di cuore, gli esami all’università da dare, la mia sempre crescente voglia

di indipendenza…e la mia voglia di andare. Andare, andare, viaggiare, visitare, fotografare.

All’inizio dell’estate mi ero comprata la mia prima macchina fotografica un po’ più prestante dopo la cassica compattina tascabile: una bridge.

Indecisa tra una reflex ed una bridge, scelsi quest’ultima per evitare di portarmi dietro l’ingombrante attrezzatura che comporta l’avere una reflex e per inizare a maneggiare i comandi manuali in modo graduale.

Avendola pagata con i miei soldini, ero super orgogliosa del mio acquisto e non vedevo l’ora di provarla. E quel viaggetto a Bruxelles sarebbe stata un’ottima occasione. Anzi, l’occasione perfetta. E non solo per Bruxelles, ma per il tour che sarei andata a fare: vi ricordate? Ne avevo parlato

nel mio articolo Ylenia Passione Viaggi (se non lo hai ancora letto, vedi di rimediare subito!) 😉

È incredibile. Sono passati quasi tre anni ormai, ma tutto è impresso nella mia memoria come se fosse successo poche ore fa. L’entusiasmo che avevo nel preparare tutto, l’attenzione nel confrontare i prezzi per fare un viaggio il più low cost possibile per poterne poi fare un altro. Sì, perchè ne ero certa: dovevo ancora partire, dovevo ancora provare cosa significasse partire da sola, veramente da sola, ma ero già certa che ci sarebbe stata una seconda volta.

Dico veramente da sola, poiché spesso, nei viaggi precedenti, mi era capitato di “abbandonare” il gruppo, preso dal fare o vedere cose tutt’altro che interessanti per me, per andare a vedere qualcosa che realmente volevo visitare e, con la scusa, riuscire anche a ritagliarmi un’oretta in più per godermi da sola la città. O magari anche due.

Questo è quanto era successo sia durante le gite scolastiche (quando i prof ci lasciavano il pomeriggio libero), sia a Berlino ad esempio. Ed era stato proprio in quei momenti che mi ero resa conto che potevo girare tranquillamente da sola. Mi serviva solo una cartina, il resto veniva da se.

Prima di raccontarvi il primo viaggio, prima di iniziare a scrivere veramente, ho preferito dilungarmi a raccontare tutto ciò per ripercorrere con voi un po’ quelli che sono stati gli inizi del mio girovagare per l’Europa, un po’ perché, come mi fa sempre piacere sapere qualcosa in più degli autori di cui leggo, mi andava di iniziare a conoscerci così, un po’ per andare proprio a ripercorrere tutto quello che ho fatto in questi anni. E già che ci sono, mentre “spulcio” tra i miei diari, metto anche un po’ d’ordine alle foto sull pc che non guasta mai 😉

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