Grotta dei Falsari, Varigotti Liguria
La mia Liguria

Angoli di paradiso in Liguria: il Sentiero del Pellegrino

Da Varigotti a Noli tra viste mozzafiato, grotte e freddo siberiano

27 febbraio 2018, h 7.30 circa.

Niente fermata dell’autobus, solo il mio lettuccio caldo.

Questa settimana l’Italia è sotto la morsa del freddo siberiano, il cosidetto Burian è decisamente arrivato e le temperature sono talmente basse che non oso neanche guardare il termometro. E ammetto che in sti giorni metto raramente il naso fuori di casa 😉

Tuttavia la mia grande passione per la natura e l’escursionismo mi spinge a cacciarmi fuori dal letto e a partecipare ad una gitarella organizzata da mio padre e qualche suo amico poco lontano da qui.

Dopo essermi incremata per bene il naso (onde evitare di sembrare Rudolf – Natale ormai è passato da un po’), mi imbacucco come se non ci fosse un domani, esco e balzo rapidamente in macchina. Ed è qui che il termometro lo vedo eccome invece e segna – 2,5 °C, robe mai viste qui da noi sul mare ad Albissola. O almeno, mai viste da quando io sono a sto mondo.

Tempo mezz’oretta arriviamo a Varigotti, punto di partenza della nostra escursione da Varigotti a Noli, seguendo il Sentiero del Pellegrino.

Brrr che freddo ragazzi! Ammetto che mi stavo chiedendo “ma chi me lo fa fare” 😀 ma insomma, a breve partirò, no? Quindi devo approfittarne ora e fare gite, passeggiate e ciaspolate.

Arrivano intanto gli altri del gruppo; soliti baci, bacini e bacetti di rito e si parte, pronti a morire dal freddo.

Il Sentiero del Pellegrino

L’imbocco del sentiero si trova al termine di Via “Strada Vecchia” ed inizia con una ripida salita.

Dopo circa 350 m si arriva ad un incrocio: prendere quindi la strada più a sinistra e continuare seguendo il segnavia a forma di X rossa.
Il percorso del Sentiero del Pellegrino è ben segnalato, a tratti in salita, e dalla durata di 3 ore e 30 per un totale di circa 8 km.
Volendo, dal bivio è anche possibile effettuare una breve deviazione (100 m) prendendo la stradina a destra che scende fino alla chiesa di San Lorenzo, dalla quale si può godere di una bellissima vista sulla Baia dei Saraceni subito sotto, Punta Crena a destra e, a sinistra, le rupi di Capo Noli e la spiaggia del Malpasso.

Varigotti, Baia dei Saraceni - Liguria
La Baia dei Saraceni dall’alto, Varigotti

Continuando sulla destra, poco oltre l’incrocio, ci si imbatte in muretto piuttosto variopinto con varie scritte in inglese chiamato “Mausoleo Cerisola”, realizzato da Giuseppe Cerisola, uomo di mare della zona che visse buona parte della sua vita in Australia.

La cosa bella di questo sentiero è che è un continuo susseguirsi di scorci e punti panoramici mozzafiato, soprattutto se si ha la fortuna di trovare una bella giornata di sole. Cosa che non è certo mancata anche a noi, malgrado il freddo polare che stava per ucciderci.

Punta Crena e la Baia dei Saracenin, Varigotti, Liguria
Vista mozzafiato su Punta Crena e la Baia dei Saraceni

Sul percorso pochi altri escursionisti malati come noi, per non dire completamente pazzi. Il si fa veramente sentire, soprattutto nel versante in ombra.

Solitamente subito dopo la prima salita ci si inizia sempre a spogliare perché camminando chiaramente ci si scalda, ma questa volta invece col cavolo! Per la prima volta ho tenuto tutte le maglie e la giacca dall’inizio alla fine rischiando comunque di rimanere assiderata dato il vento fortissimo che soffiava da quelle parti.

Superando il bivio per le Manie, tenendosi sulla destra, si entra per un breve tratto nel bosco; dopo un 200 m in basso a destra, sorge la “Torre delle Streghe”, deviando poche decine di metri lungo la “Via Dantesca”.
Dopodiché si confluisce nella strada carrabile che collega località “Semaforo” (100 m dopo, svoltando a destra) all’altopiano delle Manie.

Da questo punto il segnavia cambia e diventa un cerchio rosso con segno rosso al suo interno, affiancato da una freccia gialla.

La Grotta dei Falsari

Qui il sentiero è largo e in discesa: si supera l’ex zona militare di Semaforo, effettuando la curva a gomito, e si inizia una lunga serpentina in discesa. Alle deviazioni successive tenere sempre la destra arrivando all’ultimo tratto in discesa molto ripida (200 m): seguendo il segnavia indicato con un pallino rosso si arriva alla Grotta dei Falsari (o dei Briganti) a cui si può facilmente accedere dal passaggio che si trova sopra la cavità.
Il panorama da qui è veramente wow! Ogni volta che torno qua mi rendo conto di quanto io sia fortunata a vivere in un posto così meraviglioso. Tra l’altro questa volta scendendo alla grotta abbiamo avuto una sorpresa meravigliosa: ci siamo trovati davanti dei candelotti di ghiaccio che come ha subito esclamato una ragazza del gruppo erano veramente veramente “tanta roba” 😉 lo scenario era davvero suggestivo e super instagrammabile 😉

Grotta dei Falsari, Varigotti Liguria
“Tanta roba”

A questo punto basta risalire al sentiero principale per scendere poi verso Noli. Il consiglio che vi posso dare se decidete di fare questa gita in gruppo è di lasciare una macchina a Noli e una a Varigotti in modo tale da avere un passaggio per il ritorno e non dover ripercorrere il percorso all’indietro, scendere a Noli e poi prendere un mezzo pubblico o, ancora peggio, farsela a piedi lungo l’Aurelia (il che è molto pericoloso).

Lasciata la grotta il gruppo si divide (c’è chi torna indietro dal sentiero, chi scende a Noli e prende il bus) e la gita si conclude con un fuggi fuggi generale verso casa per evitare di diventare dei pupazzi di neve in 3, 2, 1!

Questa è una di quelle classiche gitarelle da fare quando si ha poco tempo perché poco impegnativa, ma davvero, la vista è impagabile! E anche in questo caso ci ha ripagato di tutto il freddo che ci siamo presi 😀

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