Jemaa el-Fna Marrakech
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MARRAKECH: LA CITTÀ ROSSA DEL MAROCCO

Dista sole tre ore di volo dall’Italia ed è il luogo più glamour del nord Africa: Marrakech, la città rossa del Marocco, affascinante, magica. Una meta sempre in voga!

Soprannominata “la Città Rossa” per via delle alte mura bruno-rossastre che racchiudono l’antica Medina, la città offre una perfetta miscela di storia, cultura, tradizione e un’energia unica che deve essere assolutamente vissuta per poterla comprendere. 

ESPLORARE LA CITTÀ

Marrakech è esattamente come ce la si aspetta: caotica, colorata, disarmante, opprimente. Ma con un’atmosfera da mille e una notte.

Resterete incantati dalle bellissime moschee, dai palazzi e dai giardini e dal vivace e colorato souk. In città ci sono tante cose da vedere, sia nella parte medievale che in quella moderna.

Per visitarla ci si può muovere tranquillamente a piedi, altrimenti i taxi sono una valida alternativa dato il costo irrisorio.

Le strade sono tutte simili, bisogna stare attenti perché orientarsi, anche su una mappa, non è semplice. Quindi ragazzi, mettetevi l’anima in pace e godetevi l’esperienza unica di perdervi tra le vie della città, nei suoi tradizionali souk, dove il passaggio di bici e scooter è costante e l’aria è quasi irrespirabile per via della smog. Ma nonostante tutto ciò sono certa che questa città riuscirà a stregare anche voi.

Benvenuti a Marrakech.

COSA VEDERE A MARRAKECH

DJEMAA EL-FNA

Non una semplice piazza: con i suoi mille colori, odori, suoni, Jemaa-el-Fna è il centro vitale della città, nel cuore della Medina.

A renderla tanto speciale è il fatto che cambia completamente il suo volto nel corso della giornata: all’alba, la piazza principale di Marrakech è una distesa di cemento quasi completamente deserta. Non mantiene questo aspetto per molto, tuttavia. Nell’arco di qualche ora si trasforma in un incrocio tra un gigantesco mercato e un vero e proprio circo all’aperto dove le folle sono intrattenute da un costante ed eccletico mix di artisti di strada come giocolieri, ballerini, acrobati, chiromanti e incantatori di serpenti.

Appena il sole tramonta, la piazza diventa un gigantesco ristorante all’aperto, con i venditori alle bancarelle che mettono in scena il loro spettacolo mentre cucinano, mentre al termine della serata, le bancarelle del cibo chiudono, lasciando la piazza ai musicisti ad intrattenere la gente.

“PATRIMONIO ORALE E INTANGIBILE DELL’UMANITÀ”

La piazza offre forse la concentrazione più fitta di espressioni culturali marocchine di qualsiasi altro posto nel Paese, infatti l’UNESCO la decrive come uno dei ”capolavori del patrimonio orale e intangibile dell’umanità”.

Questo enorme spazio all’aperto fu creato nell’XI secolo come méchouar (luogo per parate) di una kasbah Almoravide da tempo demolita, dunque la gente del posto se ne appropriò e la usò come piazza del mercato.

Ci sono diverse spiegazioni riguardo la scelta del nome Djemaa el-Fna, che in arabo significa “assemblea dei morti”, ma la più probabile è che si tratti di un riferimento ad un’epoca in cui la piazza veniva usata per le esecuzioni pubbliche.

Consiglio: per godere di una splendida vista panoramica sulla piazza non bisogna far altro che salire su una delle tante terrazze che si affacciano sulla piazza e al tramonto è assolutamente D’OBBLIGO andare su una di queste terrazze 😉

I SOUK DI MARRAKECH

Gli affollati, colorati e rumorosi souk, dove negozianti e clienti sono intrappolati in una contrattazione perpetua su ogni prezzo, sono un simbolo della cultura di Marrakech: i chiassosi souk sono il posto migliore in cui andare, sia per la gente del posto che fa la spesa di tutti i giorni sia per i turisti a caccia di souvenir.

Se vi dirigete a nord da Djemaa el Fna, attraverso place Bâb Fteuh e il Souk Quessabine, raggiungerete l’arco di accesso a rue Souk Smarine, un’amplia via coperta che costituisce la spina dorsale dei souk della medina. La metà settentrionale si chiama Souk el Kebir, ma è la stessa strada.

Souk Marrakech

Anche se il souk di Marrakech non è il posto più economico dove fare acquisti in Marocco (l’enorme volume di visitatori stranieri ha fatto alzare i prezzi negli ultimianni), presenta sicuramente la scelta più ampia di prodotti.

Nelle tante piazze e vie che si dipartono da questa arteria principale troverete oggetti, divisi per tipologia, con i singoli souk specializzati in prodotti diversi, come pelle, tessuti o spezie. Capita di frequente che i souk che vendono lo stesso tipo di prodotto siano raccolti nello stesso gruppo di stradine. Troverete souk che vendono i meravigliosi tappeti marocchini che ricoprono le pareti delle case, gioielli oppure le colorate ciabatte di pelle indossate dalla gente del posto. A proposito: queste possono essere un buon souvenir perché pesano poco 😉 in ogni caso siate pronti a contrattare! Il venditore se lo aspetta e di solito lo si fa con gentilezza e buonumore. Osservate l’oggetto che vorreste acquistare, decidete il prezzo che volete pagare e fate la vostra offerta e date il via alla vostra contrattazione! Non sorprendetevi se il prezzo che vi si offre è molto più alto di quanto pagherebbe la gente del posto.

Il souk si espande in tutte le direzioni del lato nord di Djemaa el Fna fino alla zona intorno alla Medersa Ibn Youssef, circa 800 m a nord.

PERDERSI TRA I SOUK

Il souk è un posto rumoroso, che spesso disorienta, dove le vie sembrano arrotolarsi su sé stesse. Se non avete in mente una meta in particolare la cosa migliore è gironzolare senza metà è la cosa migliore, ma se non avete tempo per perdervi di continuo viconsiglio di rivolgervi ad una guida.

Ma i souk non sono sempre e solo mercati, ma anche dei laboratori, come anche i negozietti al di fuori dei quali si vendono i prodotti. Questi laboratori producono articoli come tappeti, stoffe ricamate, legno intagliato. Può capitare che i proprietari vi invitino ad assistere ad una dimostrazione delle loro abilità, così come potrete osservarli mentre goffrano la pelle o la tagliano e la cuciono, ad esempio. Non abbiate timore: può essere molto interessante!

MEDERSA BEN YOUSSEF

È uno degli edifici storici più importanti della città.

La medersa Ben Youssef è una scuola coranica fondata nel XIV secolo sotto la dinastia dei Merenidi e ricostruita con un nuovo stile architettonico durante il periodo Saadiano. Era un importante centro educativo nel mondo musulmano occidentale e vi si insegnavano le complessità della legge islamica e dell’interpretazione delle scritture. Oggi non è più usata come università, ma si possono ancora vedere le staze dove i più bravi studenti dell’epoca vivevano e studiavano e la sala per la preghiera.

Un’imponente porta di bronzo dà accesso alla medersa e una volta all’interno sembra che qualsiai superficie disponibile sia decorata con complessi stucchi, mosici, colonne di marmo, legno di cedro intagliato e piastrelle zellij disposte in modo strabiliante.

Medersa

MOSCHEA KOUTUBIA

A sud-ovest di Djemaa el Fna, oltre place Foucauld, vi troverete in una zona della città molto più aperta e tranquilla. In quest’area si trovano il più importante moumento di Marrakech, i migliori hotel e alcuni bellissimi giardini.

La prima cosa che vedrete allontanandovi da Djemaa el Fna è il minareto della Moschea Koutoubia, alto ben 77 metri.

La moschea fu costruita nel XII secolo, accanto al sito in cui era già stata edificata un’altra moschea, quasi identica. Si pensa che la prima, le cui rovine sono ancora visibili, sia stata abbandonata perché si scoprì che non era allineata con la Mecca, anche se ironicamente le misurazioni moderne hanno rivelato che la Koutoubia è ancora più disallineata di quella prima costruzione.

Moschea Koutubia minareto

Questa moschea è un esempio simbolico di architettura marocchina. Il minareto è costruito in stile Almohade che prestava particolare attenzione alle proporzioni – è alto quasi cinque volte esatte la sua larghezza – ed è decorato con frammenti suggestivi e consumati dal tempo di quelle che erano le suntuose decorazioni originali.

Purtroppo l’accesso, come tutte le moschee in Marocco, è vietato ai non musulmani.

I PALAZZI DI MARRAKECH

PALAZZO BAHIA

Lo splendido palazzo Bahia è una vera oasi di pace.

Fu costruito alla fine del XIX secolo, non per la famiglia reale, ma come residenza per il grand visir, Bou Ahmed Ibn Moussa, e per le sue quattro mogli, le decine di concubine e gli svariati figli.

Il nome significa “palazzo delle meraviglie”, in onore delle sue splendide decorazioni. Il palazzo, infatti, con le sue 150 stanze riccamente decorate, è considerato un capolavoro dell’architettura marocchina, ed è suddiviso in più edifici organizzati intorno a diversi cortili e giardini ricchi di piante tropicali e fontane.

Palazzo Bahia Marrakech

All’esterno del palazzo sono stati impiegati marmi e colorate piastrelle zellij, mentre all’interno si trovano due aree principali, costruite in epoche diverse. Gli appartamenti nella parte più antica del palazzo risalgono agli anni Novanta dell’Ottocento e presentano uno stile piuttoto semplice, mentre gli appartamenti più recenti sono molto più lussuosi. Il palazzo è considerato un capolavoro, siacome progetto sia come realizzazione ed è ancora usato, talvolta, per eventi di governo.

PALAZZO EL BADI

Palazzo El Badi Mrrakech

Il più grande palazzo di Marrakech, ora in rovina, ma le sue mura imponenti e i cortili vuoti forniscono un’alettante idea della sua antica magnificenza. Questa creazione straordinaria fu commissionata dal primo sultano Saadiano, Ahmed el Mansour, diventato poi re del Marocco nel 1578 alla morte del fratello, che aveva i mezzi finanziari, oltre che la volontà, di creare un palazzo più grande e più suntuoso di qualsiasi cosa si fosse vista fino ad allora.

I suoi progetti prevedevano un edificio principale con 360 stanze disposte intorno a un cortileinterno, incluse diverse enormi sale di ricevimento dove il sultano avrebbe accoltoi funzionari stranieri in visita. Nell’intenro di non essere superato da nessuno, costruì un “cortile” che in realtà era un parco grande quanto due campi da calcio con il palazzo disposto intorno ai suoi bordi.

Ci vollero circa 25 anni per completare il progetto; secondo i resoconti dell’epoca le sue decorazioni erano belle quanto quelle delle Tombe Saadiani, ma su scala molto più grande, con oro, marmi, onice e granito.

I resti del palazzo visibili oggi sono costituiti dalle parti più grandiose e suntuose del complesso originario, quelle destinate alle grandi occasioni di Stato. I meravigliosi giardini infossati del cortile risultano ancora strabilianti, in particolare per l’effetto surreale di ammirare una grande piscina le cui acque sono allo stesso livello delle cime degli alberi che la circondano.

TOMBE SAADIANE

Tombe Saadiane

Pochi minuti a piedi a ovest dei palazzi, si trova il complesso conosciuto con il nome di Tombe Saadiane. Questo elegante insieme di mausolei contiene le tombe di marmo di circa 60 membri prominenti della dinastia Saadiana. Fu costruito tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Il complesso e i suoi giardini rimasero dimenticati e ignorati fino al 1917, quando furono segnalati nelle fotografie aeree della città e riaperti.

I GIARDINI DI MARRAKECH

JARDIN MAJORELLE

Sembrerà impossibile credervi, ma tra i muri rossi caratteristici di Marrakech ci sono delle vere e proprie oasi di pace che offrono un po’ di tregua dal ritmo spesso frenetico della vita cittadina. Una di queste è il Jardin Majorelle, in un tranquillo quartiere residenziale.

Qui, tra le residenze degli amministratori coloniali, un pittore francese poco conosciuto ha costruito lo strabiliante complesso di giardini botanici che ora portano il suo nome. In origine il Jardin Majorelle fu creato come una sorta di quieto rifugio nel quale il proprietario-pittore, Jacques Majorelle (1886-1962), poteva concentrarsi sul suo lavoro. Si ispirò all’architettura tradizionale islamica e la coniugò con idee moderniste europee. Il risultato è un’opera che ha goduto di una popolarità maggiore e molto più duratora di qualsiasi dipinto mai realizzato nel suo studio.

Jardin Majorelle

Majorelle aprì il giardino al pubblico nel 1947 e lo gestì e mantenne fino alla morrte nel 1962. Dopo il suo decesso il giardino fu trascurato, ma fu riportato all’antica gloria nel 1980 dallo stilista francese Yves SaintLaurent e dal suo compagno, il filantropo Pierre Bergé. I due tennero il giardino aperto al pubblico e trasformarono la villa di Majorelle nella loro residenza invernale.

JARDIN SECRET

Jardin Secret Marrakech

Si nasconde nel dedalo di viuzze della Medina e se non fosse per il cartello posto all’ingresso probabilmente questo luogo passerebbe inosservato. E sarebbe veramente un peccato non visitare questo giardino, perché merita davvero.

Eh si, perché “Le Jardin Secret” (giardino segreto) è un’oasi di verde nel cuore della Medina di Marrakech, un museo-giardino di interesse storico e botanico. Ed è stato ideato proprio da un imprenditore italiano, Lauro Milan, che, nel 2016, decise di ridare lustro a questa residenza marocchina edificata nella seconda metà del 1500, ma poi abbandonata all’inizio del ‘900. Il complesso so estende per ben 700 ettari, verdissimo, silenzioso; interessante il sistema di irrigazione che grazie alle antiche canalizzazioni e bacini d’acqua colleziona le acque dell’Atlante.

Jardin Secret Marrakech

Io l’ho visitato nel tardo pomeriggio, a ridosso della chiusura, nel momento in cui si stava svuotando dei suoi visitatori e il sole stava tramontando. Non potete capire la pace che si respirava al suo interno ✨

Una vera perla della città rossa, luogo ideale per una pausa rigenerante dal caos della Medina.

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